Come avviare l’allattamento?


colostro-non-ho-latte
Il Colostro  (ovvero ” non ho latte”)

Per allattare bisogna armarsi di pazienza, soprattutto durante i primi quattro giorni. Ciò perché durante la gravidanza le ghiandole mammarie producono il colostro, una sorta di “primo latte”, particolarmente ricco di sostanze  importantissime per il bambino in particolare di immunoglobuline di classe A, acqua, leucociti, proteine, grassi e carboidrati. La straordinaria importanza del colostro è data dal fatto che con esso la madre trasmette al figlio le difese immunitarie che lo proteggeranno per i primi tre mesi di vita. Purtroppo però il colostro, che è un liquido giallastro e sieroso, non sazia il bambino ed è poco, rispetto alò latte che verrà, perciò spesso durante i primi tre giorni il bambino chiede di attaccarsi spesso al seno, specie a partire dal secondo giorno e soprattutto la notte.

Ma l’importante è non scoraggiarsi! Infatti ogni neomamma è portata a pensare fatidicamente: ” non ho latte!” e cede all’allattamento misto o peggio al latte artificiale. Mamme e future mamme, non lasciate che ciò accada, non fatevi scoraggiare da parenti, nonne e stanchezza: si tratta di stringere i denti solo qualche giorno. La montata lattea arriva solitamente al quarto giorno, e se il bambino si attacca regolarmente a richiesta la produzione di latte si avvia senza problemi e con abbondanza.

Primi passi

Il consiglio è: attaccate al seno il Vostro bambino già nella sala parto, appena ve lo appoggeranno addosso dopo il parto. Non solo gli servirà per riconoscere il vostro odore, ma anche per ripristinare quella simbiosi bruscamente interrotta dalla nascita attraverso il contatto pelle a pelle, e soprattutto stimolerete la produzione di latte. In seguito quando sarete in stanza e il bambino sarà con Voi lasciatelo attaccare quando lo richiederà, e cioè quando aprirà la bocca in evidente ricerca del capezzolo o si porta dita o pugni in bocca, ciucciando: la regola d’oro da non trasgredire è di attaccare il bambino dieci minuti per seno, offrendogli entrambi i seni ad ogni poppata. Ogni poppata duri al massimo mezz’ora, e ricordate sempre di offrire per primo il seno che nella poppata precedente ha svuotato per ultimo, in modo da svuotarlo completamente e garantire una produzione regolare di latte da entrambi i seni.

Solitamente durante le prime due notti il neonato richiede di attaccarsi spesso, anche ogni ora. E’ necessario offrire pazientemente il seno. Se proprio sembra non saziarsi gli si può integrare il latte artificiale solo la sera e finché non avviene la montata lattea, quindi nei primi tre giorni. Ma il fatto che poi il bambino gradisca il latte formulato o dopo la poppata al seno ciucci dal biberon dipende dal singolo neonato.

Le ragadi

In questa prima delicata fase è probabile incorrere nelle ragadi. La ragade è una lacerazione della pelle dovuta a una frizione meccanica: nella fattispecie è dovuta al fatto che il bambino o è posizionato male oppure non si è attaccato bene al seno: in entrambi i casi il capezzolo non è abbastanza in profondità nella bocca del bambino e subisce uno sfregamento con la lingua. Per far guarire rapidamente le ragadi il consiglio più efficace è quello di spremere qualche goccia di latte materno e spalmarlo sulla ragade perché ha anche un alto potere cicatrizzante ed antibatterico. <inoltre per attenuare il dolore è efficace applicare una compressa bagnata di acqua calda subito dopo la poppata. Invece è provato che applicare lanolina, prodotti topici o altro non ha un’efficacia maggiore del latte materno, mentre è sconsigliabile tenere le coppette assorbilatte a contatto col capezzolo in presenza di latte, perché contribuiscono a far macerare la pelle: i capezzoli devono stare asciutti. Infine applicare creme e unguenti o massaggiare il seno in gravidanza non preserva dall’andare incontro alle ragadi, se non un corretto attaccamento del bambino al seno.

Come attaccare il bambino al seno?

Bisogna posizionare bene il bambino, in modo che il suo mento affondi nel seno e che riesca a prendere un buona porzione di areola, più areola nella parte inferiore del seno e meno dalla parte superiore, in modo che il capezzolo dentro la bocca punti verso l’alto ( palato molle) e non verso la lingua, dove subirebbe uno sfregamento, causa delle ragadi .  Il suo corpo deve essere sostenuto bene e essere rivolto verso la mamma in modo che non giri la testa durante la poppata

Lascia un commento